Autore Topic: "GREECE OUT SEASON" 1 MESE IN LIBERA  (Letto 792 volte)

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"GREECE OUT SEASON" 1 MESE IN LIBERA
« il: Novembre 17, 2017, 04:44:39 pm »
Ci siamo, dopo attenta riflessione ho deciso di scrivere questo report “Greece out season”, gli appunti di belvero, ben scritti ed entusiasmanti mi hanno spinto a fornire il mio contributo, dato che dai suoi scritti ho attinto a piene mani ed è stato bello ritrovare un posto, una spiaggia o evitare magari una strada o dare conferma ad una giusta sensazione.

Quindi dopo aver steso un itinerario che già sapevo in partenza che mai e poi mai sarebbe stato rispettato, ci imbarchiamo a bordo della Superfast II e da Bari approdiamo in terra ellenica.

16/4
E’ tanto presto, quindi ci dirigiamo su una lingua di sabbia a Nord di Igoumenitza (grazie Bel) bella spiaggia, docce, tranquillità, un po' di traffico dati gli innumerevoli traghetti in transito ma bel posto, 2 cagnoloni randagi ci fanno compagnia, i nostri 3 piccoli metavolpini non gli danno tregua, ma per fortuna sono pacifici.

Ristorati ci dirigiamo ad est verso Ioannina, l’idea è di trascorrere la Pasqua ortodossa sui monasteri delle Meteore, la mia ragazza è di nazionalità rumena, la sua famiglia di origine russa è fortemente intrallazzata con tale chiesa, hanno più preti in famiglia loro che piloti i Rossi di Tavullia, e tra gli altri anche un monaco su monte Atos.

Sulla strada facciamo una seconda colazione, un posticino isolato, caffè greco e toast, la signora del ristobar gentile e simpatica.

Ioannina è davvero bella, magari ci fermeremo al ritorno mi dico, ma date le mie esperienze pregresse so già che al 99,(9)% non accadrà… quindi con un arrivederci frettoloso e quasi dispiaciuto ce la lasciamo alle spalle.

Rigorosamente non seguendo l’autostrada guidiamo in direzione Meteora, il paesaggio è splendido, animali al pascolo ovunque, sembra di essere sulla Transalpina sui Carpazi.

Arrivati a Meteor come temevo la troviamo piena di turisti, il posto però è davvero incantevole, data l’ora cerchiamo un posto dove dormire, e lo troviamo in quella che poi il giorno dopo battezzeremo la valle dei pastori.
Nella valle ci sono 5 greggi, vicino al nostro Gypsy si radunano diversi cagnoloni, 2 mamme, Saddam, Billy e Lisa fra gli altri, Billy è il più affezionato, la mattina è ancora qui, ha passato la notte vicino a noi. Saranno stati i croccantini??

17/4
Mega dormita, la mattina ho un flash dell’immagine della luna che illumina la valle, forse l’avrò vista dal finestrino in un attimo di dormiveglia. Dopo colazione i cagnoloni ci raggiungono, così integriamo anche la loro di colazione e ristorati se ne vanno al lavoro, tranne Billy.. ed anche una mammina. I nomi non sono inventati, così come il numero delle greggi, sono info di provenienza "pastorale", un simpatico pastore infatti ci ha raccontato vita morte e miracoli della valle, peccato non avesse formaggio da vendere.

Iniziamo a visitare monasteri, ed iniziamo da quello che ci sembra il più irraggiungibile, alla fine solo una piacevole e lunga camminata, da lassù il paesaggio è incredibile, al secondo monastero un acquazzone fa scappare via tutti, così da soli attendiamo la fine della pioggia in uno splendido patio,   
nel silenzio.. percepiamo quel che provano i monaci a star li da soli, magari in pieno inverno sarà ancora più suggestivo.

Rimaniamo a mangiare nel parcheggio e Tarallo, il più anziano dei miei metavolpini decide di litigare con uno splendido cagnolino locale… piove così ci mettiamo a leggere, Alina si fa una mega dormita. Nel tardo pomeriggio facciamo acqua ed andiamo a dormire in cima, la vista è mozzafiato, le meteore con le nubi temporalesche di contorno sono qualcosa di veramente surreale, sono un altro mondo.

18/4
L’alba è splendida, le foto vengono facili, visitiamo l’ultimo ed unico monastero di monache e via. Decidiamo di costeggiare un bel lago, il panorama attorno a noi mi ricorda l'interno della Sardegna, (lago escluso) ed il suo splendido Gennargentu. Ci fermiamo a pranzo in un paesino minuscolo, la vista di capre e pecore al pascolo mi fa venire voglia di formaggio locale, così in un posto senza insegne dove vediamo dei tavoli fuori e dei tipi a bere birra chiediamo da mangiare, ed a gesti la signora, che non parla altro che greco, ci cucina un agnello favoloso: feta, patate, ouzo come aperitivo, vino bianco imbevibile, (scusate sono sommelier) ma dai ci sta, simpatia contagiosa.
Ci consiglia di andare a Virginia e ci regala 2 uova sode dipinte, le vere uova di Pasqua.

Arrivati a Virginia troviamo un bel parcheggio, visitiamo le tombe con reliquie del 300-400 ac e torniamo da Gypsy, cenetta con prodotti locali: formaggio, salsiccia, cetrioli e buona birra autoctona dallo stesso nome della città/paese. C’è tanto vento, piove ma dentro Gypsy si sta tanto bene.

19/4 BUON COMPLEANNO A ME!!!
Guidiamo in direzione Monte Athos, entrando nell’ ultimo dito della penisola Calcidica si attraversano paesaggi surreali, sembrano un po' i monti Anaga del Nord di Tenerife, con le loro piogge orizzontali, scendendo invece assomiglia un po' più al Gargano. L’ultimo paesino prima della Repubblica monastica del Monte Athos è molto turistico, preti e monaci ortodossi ovunque, da qui ci si imbarca per il giro della penisola dove alle donne è vietato entrare.. un po' retrogradi ma a quanto pare dicono che tenere le donne lontane aiuti i monaci a non entrare in tentazione..

Sorpassiamo il paesino e dormiamo in un punto da “Syncro” con una vista mozzafiato sul dito di mezzo, siamo a due passi dal confine che è murato!!

20/4
Dopo colazione andiamo a farci una passeggiata, visitiamo un antico acquedotto, c’è una fontanella dalla quale è possibile attingere questa acqua di fonte ancestrale, al gusto la ricordo molto minerale e densa, quasi nutriente, penso immediatamente che ne verrebbe fuori una birra con i fiocchi, chissà se i monaci oltre la barriera ne producono. Alina non perde occasione per cogliere asparagi anche qui! Cercando il confine Est la strada diventa molto sterrata quindi decidiamo di fermarci su una bella e remota spiaggia a cucinarci una buona pasta fresca con funghi ed asparagi.


Riprendiamo il viaggio ed entriamo nel dito di mezzo, il paesaggio cambia radicalmente, le colline sono più basse, ondulate, mi ricorda il Big Sur californiano, ville bellissime a strapiombo sul mare con un’impagabile vista sulla montagna sacra. Ci fermiamo in una delle tante spiagge di sabbia giallo Thaiti con ulivi a pochi metri dall’ acqua, la temperatura è decisamente più piacevole di quella montana del dito precedente, per il bagno invece fa un pò freschino.

Continuiamo fino al porto naturale dopo Toroni, una splendida baia naturale protetta da due colline, una fonda perfetta! Difatti è utilizzata da pescatori e velisti per ormeggiare barche a quelli che sembrano moli pubblici, ce ne sono tanti in Grecia. Decidiamo di cenare qui con ottimi formaggi comprati per strada, pomodori e cetrioli. Di notte il vento cala ma anche la temperatura e la baia si rivelerà umidissima.

21/4
Dopo una fresca sveglia iniziamo a salire lungo la costa Est del dito di mezzo, scendiamo a Kalamitisi, dove incontriamo di nuovo i bulgari nostri vicini la notte scorsa. La strada si arrampica in un paesaggio alla Big Sur, ma lo trovo personalmente + bello in quanto il Mediterraneo ed il Monte Athos come sfondo sono unici.
Sarti è una piccola bomboniera arroccata sul mare, davvero incantevole, facciamo uno spuntino sull’ alto lungomare dove notiamo un piccolo segnale di parcheggio a forma di 500.
Arriviamo a Nikiti, pieno di LPG e via attraverso il golfo che porta al primo dito. Il paesaggio non è un granché, entriamo da Nea Potidea, bagnata dal mare da entrambi i lati. E’ molto più turistico e più sfruttato, le colline diventano piccole ondulazioni, diciamo che il dito più ad Est è dominato da montagne mistiche, il dito di mezzo da alte colline (ed ottimi vini) quello più ad Ovest ha piccoli rilievi, è carino ma le bellezze arrivano a sprazzi, qualche piccola valle, un boschetto,  laddove  l’orrenda cementificazione  ha risparmiato la natura. La punta è un eccezione, un villaggio di pescatori con una splendida chiesetta sull’ estremità più alta del promontorio, dormiamo qui.

22/4

Splendida dormita, e mentre Alina dorme ancora io e la mia banda bassotti arriviamo fin sulla cima della collina di fronte al promontorio; sul lato Ovest della baietta, in cima, c’è un pilone verniciato di bianco che indica la punta più estrema delle penisole.
NOTA METEO: ieri x strada avevo notato dei cirri stratificati seguiti da bande di stratocumuli un paio d’ore dopo. Dalla mia posizione sulla cima della collina la colonna d’acqua visibilissima ad Est  mi fa capire che la perturbazione che ha gelato l’est Europa ed il Nord Italia si sta avvicinando, credo che avremo un paio di giorni umidi a meno che… Scappiamo via dalla perturbazione aggirando Salonicco ed entrando nella penisola di Volos, notiamo l’insegna Monte Olimpo ed in 15 minuti siamo da 0 a 1057 mt. Ci sono sentieri a piedi che continuano a salire, noi però ci fermiamo a visitare il monastero di Dionisio, fossi nato nell’ antica Grecia sarebbe stato il mio Dio favorito, un po' come Bacco se avessi vissuto al tempo dei romani.
Visitiamo anche i ruderi del vecchio monastero, molto suggestivi, tappa imperdibile nonché casuale!
Continuiamo verso Sud, superando vari paesini estivi dove i preparativi per l’imminente stagione sono già quasi conclusi, splendida Kokkino Nero! Il paesaggio è stile costa jonica calabrese, solo che in Calabria le pulizie di primavera le fanno a Giugno… con molta calma; in questo i greci sono molto più svegli ed attrezzati. Ci fermiamo a dormire in una spiaggia idilliaca, sembra un giardino. Da qui la strada attraversa il promontorio per entrare nella Valle di Volos.

23/4
Attraversiamo diversi paesini agricoli dove tutti hanno almeno un trattore, solito mega campo di calcio, piantagioni di mandorle, vita tranquilla e rilassata.
Volos invece è molto turistica, dotata anche di un porto industriale. Bello il centro storico e la chiesetta sul lungomare dove parcheggiamo all’ ombra.

Da Volos seguiamo la bellissima costiera lungo il promontorio, attraversiamo minuscoli paesini con spiagge di ciottoli bianchi ed acqua celeste. Secondo me i colori della bandiera greca sono un inno ai colori di queste spiagge. Grazie alla conformazione del territorio queste acque sono quasi un lago, non c’è mai onda neanche con vento teso grazie all’ isoletta proprio di fronte la costa.
Il paesino più alto del promontorio è Trikeri, mi ricorda Rotondella, scendiamo al paesino all’ estrema punta, Agio Kiriaki, la strada continua ad anello evitandoci di risalire a Trikeri ma il transito nel paesino è da brivido, dopo una manovra stretta per seguire la stradina acciotolata dove a stento passiamo, roba da non poter aprire gli sportelli, usciamo dal paesino e seguiamo la stradina che continua a salire scoscesa con solo una ringhiera azzurra ed a tratti arruginita a separarci dal mare e poi nemmeno più quella! Ad un certo punto diventa seriamente sterrata ed in discesa… mancano solo le scale!! Tornare indietro non esiste quindi… la vista di un bel camion ci fa capire che solo il piccolo tratto di sabbia che abbiamo davanti ci separa da lui e dall’altro lato dell’anello…. E Gypsy galleggerà sulla sabbia! Mitico!! Una volta tornati sull ’asfalto, con una risata liberatoria continuiamo il nostro viaggio, ci fermiamo a dar da mangiare ad una cagnolina magrissima scappata da chissà dove e seguiamo ed ammiriamo il panorama del promontorio ammirando questi splendidi uliveti sul mare, alcuni con delle belle casette all’ interno delle proprietà, un paio anche con spiaggia privata. Dormiamo a Milina, dove in un piccolo bar intavoliamo una simpatica chiacchierata con il proprietario, tifoso di Valentino, e proprio stasera c’è la gara ad Austin in Texas! Forza Valeee!

24/4
Da Volos trasferimento ad Aspra Spitia, sulla strada vediamo un edificio del 1920 che occupa interamente una piccola penisola che di conseguenza diventa privata… diroccato! Tra l’edificio ed il mare un uliveto trascurato. Guidando verso sud ovviamente le temperature si alzano, facciamo un po' di autostrada ma ci annoiamo ed usciamo. E’ un paesaggio più sud mediterraneo, più cespuglioso ed arido, diverso dagli splendidi pascoli del Nord.
Siamo ospiti di parenti della mia ragazza, il posto è molto suggestivo, una bella doppia baia naturale con vista su Corinto ed il Peloponneso, la nostra prossima destinazione.

25/5

Dopo mangiate degne di un’accoglienza greco/rumena riprendiamo il viaggio, passiamo vicino ad una fabbrica di alluminio, bauxite ovunque, polvere rossa che ricopre tutto, sembra l’ilva, scappiamo via e ci fermiamo in uno splendido monastero del 942 (senza mille) una pace incredibile,   ancora oggi non so perché non abbiamo dormito qui, forse volevamo ancora scappare da quell’ aborto industriale, quindi sorpassiamo un paesino permeato dal profumo della legna nei camini da dove compriamo latte appena munto, per scendere in una splendida valle, seguendo la strada che serpeggia proprio al centro della stessa. Ci fermiamo a dormire nel parcheggio in erba di un bel campo da calcio.

26/4

Decidiamo di seguire la strada costiera che però si tiene alta sul mare quindi ad ogni bivio scendiamo per visitare il paesino sottostante, la scelta si rivela azzeccata, i paesini che per esser raggiunti richiedono la percorrenza di diversi km a scendere ed altrettanti a salire sono quelli più preservati dal turismo, in uno c’era solo qualche pescatore, in un altro qualche roulotte di pescatori ed una chiesetta, tuttavia anche quelli un po' più turistici attirano un turismo responsabile, sembrano comunque puliti e curati.
Via via che ci avviciniamo a Corinto però, tutto diventa più trascurato: le strade, gli edifici, la pulizia, tutto ciò fa perdere valore al posto. Lo stretto invece è molto suggestivo, pensare che fu iniziato dai Greci antichi, continuato da Nerone ed inaugurato a fine ‘800 è da brividi! E noi che ci lamentiamo della Salerno Reggio!!
Interessante come i ponti all’ estremità dello stretto si inabissino per lasciar passare le navi.

Saliamo a Vecchia Korinto, siamo soli in compagnia di uno splendido cagnolone, più su a 50 metri c’è un bel Carthago doiclandese. Molto meglio quassù, tranquillità, pace e bella vista, il cagnolone che ci fa compagnia mi ricorda Billy della valle dei pastori, è tenerissimo.

27/4

Risveglio con giro a piedi del castello sulla rocca, a quanto pare il patatone non solo non ci vuole lasciare ma ci fa anche da guida giocando con i nostri cagnolini, lo ripaghiamo con un abbondante dose di acqua e croccantini. La costiera tra Corinto e Patrasso non è una costiera quindi evitatela! Un infinito susseguirsi di traffico...sembra Tijuana! L’autostrada è quasi terminata, è molto più scorrevole ed anche la vista ne guadagna (gallerie escluse)  dato che si srotola più in alto.
Arriviamo a Patrasso e visitiamo la basilica di S. Andrea. Sempre splendida Patrasso, qui troviamo un negozio di casalinghi a buon mercato e facciamo incetta di gas, tanica con rubinetto ed un mini fornello di scorta più varie suppellettili. Ci riassale la voglia di monti, tranquillità, solitudine, così lasciamo la bolgia e via in direzione Olympia attraverso una splendida foresta di Arin (ontani in italiano ma arin in rumeno mi piace di più, una volta tanto che trovo una parola bella in questa lingua fatemela usare! ;D ;D ). Dopo Olympia giù a Kalo Nero, bello ma non caratteristico come più a Nord, ci sono più camperisti, dei ragazzi francesi in furgone, sembra più di essere da me in Puglia che in Grecia.

28/4

Superiamo Kiparissia e Pilos, protetta da una bella isoletta e frequentata da un turismo benestante, qui si potrebbe anche lavorare con la mia barca, chissà, intanto guidiamo fin giù alla punta di Modoni (o Medoni, o Methoni), splendido il castello sulla rocca e la spiaggia con pineta alle spalle, ci fermiamo a pranzare vicino ad un campeggio. Koroni è finalmente tipica, anche se turistica ha mantenuto tipicità ed è molto graziosa, l’acqua è qualcosa di inarrivabile, da far impallidire il salento: per capirci siamo ai livelli di Tobago. Guidiamo in direzione Kalamata, visitiamo una remota galleria d’arte di un eremita francese, la strada sulla costa è bella ma non eccezionale, così da Kalamata cambiamo programma e puntiamo Sparta. Qui le cose cambiano, la strada è da brivido, spettacolare, un budello che si inerpica su costoni rocciosi, pendenze assurde, tornanti stretti e passaggi sotto mini archi di roccia, una vista mozzafiato sia apre a noi ogni secondo, facciamo acqua di montagna e continuiamo su questa strada che da sola vale il Peloponneso. Arrivati a Sparta la troviamo… spartana, un po' sporca e minimalista, ma ci facciamo un gyrospita da urlo. Per dormire scegliamo una strada isolata vicino gli scavi della vecchia Sparta.

29/4

Vecchia Sparta non è un gran che.. tenuta malissimo, è praticamente un uliveto, il che ha un non so che di ancestrale. Saliamo verso Mystras, un complesso di monasteri che Alina ha molto apprezzato, si entra a monte e si scende a valle, io ho lasciato Alina su, e dopo un paio d’ore l’ho ritrovata giù.. facile facile.
Iniziamo a guidare verso il Manì, fuori Sparta è semplice periferia,ma i gyros pita continuano ad essere i migliori mai assaggiati, poi la strada si snoda in una valle ed appena entrati nel Manì il tutto diventa di un fascino inquietante: torri di difesa ovunque, pochissima gente, si respira un passato bellicoso e violento. Qui ci sono sempre state lotte fra faide.
Il Tsitsiris Castle è assurdo, sembra un paese fantasma, completo di imposta che sbatte, gatto nero e vento che sibila nei vicoli! Da qui fino a Gerolimenas ed a Kokkinogia è un susseguirsi di panorami indimenticabili. A Kokkino facciamo trekking fino alla punta più estrema del Manì, dove c’è ovviamente un faro. (Se non erro qui dormì Belvero nel suo viaggio, dopo aver mangiato un agnello mondiale alla taverna appena più su). Noi invece ci dirigiamo a Kagio Porto, un insenatura appena dietro una collina, il Manì e Sparta ci hanno contagiato e vogliamo essere totalmente soli! Fa molto caldo, anche di notte, ma c’è una pace ed un silenzio impagabili, nel porto naturale c’è uno splendido veliero inglese ed un placido peschereccio. E Gypsy.

30/4

Ci svegliamo con il mistero dell’infradito… la cerco ovunque ma niente…sparita... la ritroviamo dietro un molo mobile smontato a diversi metri da Gypsy, mangiucchiata ed inutilizzabile, il Manì si conferma luogo strano ed inquietante, abitato da spettri… gatti e forse topolini.
Appena usciti dal Manì il paesaggio perde quella unicità, non che non sia bello anzi, semplicemente per chi come me viene dalle Murge della Puglia ritrovarsi in un bel paesaggio Murgiano in un bel contesto collinare non ne resta stupefatto, a così tanti km dalle Murge vorrei semplicemente qualcosa di diverso. Il qualcosa di diverso si materializza ad Elafonissos. Splendida isola a soli 10 minuti di traghetto dalla terraferma, l’istmo appena sommerso è un caleidoscopio di colori dal turchese al verde. Appena approdati l’impressione è immediatamente positiva.
Una strada singola e sola che gira attorno all’isola attraversa la rocciosa costa Est, tre minuscoli villaggi e la costa sabbiosa a Nord, secche ed acqua bassa che si affacciano sulla terraferma. I locali dicono che con la bassa marea ci si può addirittura camminare fino a terra.
Decidiamo di restarci qualche giorno. Ammiriamo splendidi tramonti sulla spiaggia di Kato Nisi, dove Bibi si innamora di una cagnolona un po' in la con gli anni e scappa via con lei… ritrovo il depravato poco dopo a casa della padrona della cagnononna… Per dormire scegliamo una bella spiaggetta isolata e praticamente non frequentata da alcun turista, monto l’amaca tra due pini marittimi con le radici sulla sabbia ed il campo è fatto.

1/5

La mattina ci coglie con un bel sole caldo, Gypsy è all’ombra, l’amaca pure. Di fronte a noi c’è la terraferma, ad Est si intravede la chiesetta del paesino dove attraccano i traghetti. Essendo l’acqua molto bassa in questa zona vengono a farsi il bagno dei bambini autoctoni urlanti, è bello notare che ci sono ancora posti dove i bambini possono andarsene in giro da soli ed essere al sicuro, dove ancora giocano tra loro in modo reale e non virtuale, dove ancora si cercano suonando il campanello di casa…. Sono gli unici motivi che mi fanno sopportare le loro urla… Passiamo tutta la giornata ad oziare sulla spiaggia, a leggere ed a dondolarci sull’ amaca, vado al market a fare un po' di spesa, passo dal molo dei pescatori, e la sera arrostiamo un paio di bei pesci accompagnati da bianco locale e patas arrugadas come contorno, un modo di cucinare le patate appreso alle Canarie. Onestamente venivano meglio li… sarà la diversa salinità dell’acqua, infatti vanno cucinate con acqua di mare.

2/5

Giornata fotocopia della precedente, con l’eccezione di un giretto attorno all’ isola, chiacchieriamo con  un tizio che alleva cavalli, lo osserviamo cavalcare un enorme stallone sulla spiaggia tirandosi dietro un bel puledro.

3/5

Lasciamo Elafonissos, superiamo qualche paesino, fa caldissimo… ci fermiamo in una laguna che ha un bel porto naturale, conosciamo una coppia italo svizzera e dei francesi che arrivano in barca a vela, da buon velista gli prendo la cima e li aiuto ad ormeggiare. Ci offrono un caffè al ristobar del paesello, loro a quanto pare girano da molto tra le isolette greche, ed alla domanda rivolta al ristoratore “ogni quanto passa il traghetto da qui” lui gli risponde ogni 25 anni. Il francese più tardi mi confiderà che gli diede la stessa risposta 5 anni fa! Proseguiamo ed al tramonto arriviamo in un paese dove c’è un po' troppo zingarume per i nostri gusti, così ci fermiamo a dormire su una spiaggia in compagnia di 2 camper olandesi ed altri 2 francesi. Meglio non rischiare la solitudine in certi casi, anche se la mazza da baseball ed il machete messicano sono a portata di mano.

4/5
Al mattino facciamo un bel bagnetto, una doccia fredda e via, costeggiando una bella strada con vista sull’ isola di Ydra, passiamo dall’ antico teatro di Epidauro costeggiando una bella isoletta, dove barche di pescatori opportunamente modificate fanno la spola con la terraferma. Non dimenticate di fare incetta di agrumi nell’Epidauro, sono qualcosa di dolcissimo, un po' come in Sicilia. Giungiamo infine su un promontorio collegato alla terraferma da una sottile striscia di roccia con una strada sopra, è incredibilmente scosceso, paesaggi alla Gran Canaria ma con un mare splendido di contorno e pendenze da brivido, ceniamo in una locanda tutta in legno a base di agnello e formaggi e scendiamo a dormire su una bella spiaggetta di ciottoli con alle spalle la verdeggiante montagna piena di pascoli. Dal monte al mare in due/tre minuti.

5/5
Al mattino con il caldo è un piacere non dover aspettare che la doccia termica porti in temperatura l’acqua per avere l’altrettanto piacere di una doccia calda come su al Nord, con il caldo che fa utilizziamo le docce della spiaggia deserta.
L’idea è quella di viaggiare verso Ovest ed attraversare di nuovo Corinto chiudendo così il periplo del Peloponneso per proseguire in direzione Aspra Spitia, ma dopo Corinto Alina ha l’idea del secolo:” Ma dato che siamo a soli 30 km da Atene…. Perché non andiamo a visitarla?”
A Sud di Atene c’è il Pireo, uno dei più grandi porti europei,cantieri navali, raffinerie, petroliere in coda, un bel promontorio con l’antico borgo di pescatori e lo stadio biancorosso dell’Olympiacos. Superato il porto ed evitata la maggior parte del traffico ci dirigiamo verso sud-est con l’idea di fare il periplo della penisola, il lato Ovest e quello Sud che si affacciano su Patroklos sono molto belli ed a carattere rustico, quello Est un po' meno.. Andiamo a nanna presto con un altra idea geniale: entrare ad Atene di notte, in modo da evitare il traffico infernale di quel labirinto.

6/5

Sveglia un paio d’ore prima dell’alba, colazione e via. Arriviamo al parcheggio del Partenone che albeggia appena, a quell’ ora è davvero molto suggestivo ed ancora chiuso. Il turistume è ancora lontano, lo visitiamo quasi soli appena dopo l’apertura e prima che si scateni il caos scappiamo via in direzione N/O. Finalmente siamo di nuovo su per monti e ripassiamo da Alba Julia, dove avevamo trascorso la notte nel parcheggio in erba del campo da calcio, superiamo Kyriaky e ci fermiamo in un bel parco attrezzato che poi è parte di una taverna aperta tutto l’anno. Ci rilassiamo qualche ora mentre i nostri cagnolini familiarizzano con quelli della taverna e la loro cucciolata. E’ sabato ed i pastori organizzano li vicino una mega mangiata, siamo tentati ma ci aspetta la nostra di grigliata ad Aspra Spitia… che come previsto non tradisce le aspettative. Ristorati e ben irrorati, distrutti andiamo a dormire.

7/5

Ci svegliamo con molta calma, è domenica quindi il paese intero sonnecchia, giretto al bar, caffè greco fronte mare con gli amici dei parenti e poi ancora griglia.. mi mantengo leggero però. Viene a farci visita il signore dal quale i nostri amici comprano il vino, è curioso di conoscere il mio parere! Lo lascio andare con un sorriso e qualche nuova idea e noi ci prepariamo per la nostra ultima tappa.
Ci congediamo dai più che ospitali parenti rinnovandogli l' invito a casa mia e via, ci lasciamo a Sud il ponte di Patrasso attraversato anni prima, ci fermiamo a dormire ad Aitoliko, una specie di ex isola collegata alla terra ferma da due ponti, un luogo più o meno turistico.

8/5

Ci svegliamo e lasciamo la nostra solita razione di croccantini a due mini cagnolini che dormono in quello che era un bel ristorante con sala da ballo e piscina, noi abbiamo praticamente utilizzato quello che era il loro bel parcheggio sabbioso.
La strada verso Lefkas diventa molto bella sopratutto quando costeggia alta il mar Jonio. L’avevo già percorsa qualche anno fa ma in direzione opposta. Il bianco dei ciottoli accompagna il turchese dell’acqua che sfuma in azzurro e celeste a seconda della profondità. Lefkada è sempre bella e già viva, Nydry pullula di turisti stranieri. Ci facciamo un giro sul lungomare, il battello Meganissi II è ormeggiato, anche le solite barche per le gite turistiche, mi fermo vicino alla splendida Ms Christine, uno splendido caicco in legno battente bandiera britannica. La simpatica hostess inglese dopo qualche chiacchiera mi invita a bordo e mi fa capire come sarà la mia futura casa galleggiante. Ci allontaniamo dalla parte turistica e ci dirigiamo in fondo a quella che gli inglesi chiamano tranquility bay, la parte più marinara e velistica di Lefkas. E qui che vorrei ormeggiare la mia barca e farne la sua residenza estiva, fino ad ora lo avevo omesso ma questo sarebbe un viaggio lavorativo/esplorativo. Lo scopo del viaggio è quello di trovare una zona tranquilla dove trasferire la mia attività di daily charter, e questa baia con le isolette di Scorpio, Ithaca e Meganissi sembra perfetta solo che da Igoumenitza invece di scendere direttamente giù abbiamo preferito fare il giro in senso orario :):)
Ce ne andiamo in cerca della spiaggia dove 5 anni fa ammirammo uno splendido tramonto e dove contiamo di farci una solitaria e splendida dormita, la spiaggia di Gialos però non è più raggiungibile, così come tutte le altre fino a porto Katsiki. Un terremoto ha buttato in acqua un versante della collina e tutte le case sono in vendita.
Porto Katsiki invece resiste, uno spiaggione di ciotoli molto sfruttato d’estate, un forno a cielo aperto ma dal colore dell’acqua unico. La roccia bianca sbriciolata dal mare sembra talco, e conferisce all’ acqua un colore torbido ma fantastico, vista da su è splendida ed ancora una volta mi vengono in mente i colori della bandiera greca. Dormiamo qui, con il suono del vento che sibila fra le rocce.

9/5

Ci svegliamo con calma, la tranquillità regna sovrana, sembra di essere a La Palma dove nessuno si faceva vivo per giorni. Scendiamo in spiaggia per dovere di cronaca ma resto dell’idea che vista da su è molto più bella, inoltre essere sotto un muro di gesso altro 100 metri in continuo sgretolamento non è proprio una di quelle che chiamerei situazioni rilassanti. E poi fa caldissimo, il vento che c’era su nel parcheggio qui è totalmente assente.
Rientriamo a Nydry dove ritroviamo il piacevole caos marinaresco, per arrivarci abbiamo percorso una strada diversa che si arrampica su per le colline di Lefkada, piccoli borghi dove il tempo si è fermato. Ci fermiamo sulla strada che porta al piccolo cantiere navale, di fronte a noi un Catamarano Oceanic ormeggiato a dei corpi morti, una delle mie barche preferite, gli fanno compagnia due tristi monoscafi mezzo sommersi, è incredibile la quantità di barche abbandonate: navigatori stranieri senza eredi o con gli stessi poco interessati che abbandonano le barche dei loro cari li dove sono state ormeggiate l’ultima volta. Per fortuna almeno il padrone dell’Oceanic arriva notte tempo, ormeggia il suo fuoristrada con targa britannica e guida a destra poco distante da noi e con un minitender va a bordo.

10/5

ci facciamo una lunga passeggiata fino alla fine dei ristoranti sul lungomare, guidiamo poi fino a Lefkas e la troviamo davvero trafficatissima, molto più di quando eravamo arrivati. Le attività sono tutte in fermento, dalla ristorazione ai charter ai noleggi di scooter. C’è gente ovunque, una macchina turistica perfettamente oliata. Così torniamo verso Nydry ed andiamo ad esplorare il versante Est della baia tranquilla, troviamo una fontana dove poter fare acqua e ci facciamo una passeggiata fino giù alla chiesetta che chiude l’ingresso alla baia. Notiamo diversi ormeggi selvaggi, diverse barche affondate, molto suggestivo e per certi versi anche triste… La baia tranquilla si trasformerà presto o tardi in un cimitero di barche a vela che hanno navigato intorno al mondo.
Prima di cena conosco un simpatico ragazzo autoctono che lavora nel cantiere navale e mi informo sui prezzi di varo ed ormeggi vari.

11/5

Decidiamo di salpare verso Meganissi, il vice capitano del battello è più giovane di me, a Vathy attracca tra due barche a vela in uno spazio al limite dell’ormeggio, è incredibile quanto i greci siano abili nelle manovre.
Vathy si è molto ingrandita rispetto alla mia ultima visita, un po' tutta l’isola è più piena di cemento e basi nautiche straniere sorgono dove un tempo c’erano liberi ormeggi alla fonda… i britannici stanno letteralmente colonizzando le isole greche.
Le due bakeri che erano aperte fuori stagione alcuni anni fa hanno chiuso i battenti. Katomeri invece è rimasta minuscola, proprio come la ricordavo. Andiamo a mangiare a limonari beach, minuscola e ciotolosa. Siamo soli, i cuccioli si rincorrono liberi su e giù per la spiaggia con escursioni fra spruzzi d’acqua trasparente. Decidiamo di restare anche per cena e mentre leggo un libro, “La via del tabacco”, sento i cani abbaiare. Guardo fuori e c’è un cagnolino tutto bagnato con collare nuovo che guarda ansioso verso il mare… e da mare arriva una figura che rema in un canottino con aggrappate due persone a rimorchio… sulle prime sembrerebbe un naufragio, ma dato  il meteo tranquillo pensò più ad un inglesata, infatti sono proprio 3 inglesi che a remi hanno fatto il giro del capo, il cane li ha seguiti a nuoto. Sono simpatici, parliamo del più e del meno, hanno un forte accento del Devon. Mi danno una dritta su una loro compatriota che ha un agenzia sull’isola ed affitta barche a vela.

12/5

La giornata inizia nuvlosa, ci facciamo un bagno e l’acqua è gelata, sembra un altro continente rispetto al Peloponneso! Tanto fredda che senza aspettare che la doccia si riscaldi mi ci butto sotto e mi sembra calda! Torniamo a Vathy a cercare l’agenzia indicataci dagli inglesi, ma invece dell’agenzia ritroviamo loro che ce la indicano e ci presentano la titolare, una bella biondina che avevamo già incontrato in traghetto. Prendiamo accordi per quella che potrebbe essere una futura collaborazione. Continuiamo a fare i turisti, facciamo giri sull’ isola, passeggiate rilassanti e ci godiamo la tranquillità. Per dormire scegliamo una spiaggetta che avevamo notato nel pomeriggio, per arrivarci si percorre una strada sterrata che porta all’ imboccatura di una baietta. Meganissi è un susseguirsi di baiette dove dare la fonda che i velisti conoscono molto bene ed utilizzano come riparo da tempeste e fortunali. Per dire: oltre il nostro punto c’era tanto vento e groppi di un paio di metri, alle nostre spalle invece, riparati nella baia, il vento si attenuava e non c’era un onda. I pescatori se ne fregano ed entrano ed escono dalla baia anche al calar del sole sui loro mini gozzi che rollano e beccheggiano terribilmente mentre loro, in piedi e ben bilanciati, fra le gambe controllano il timone e con le mani spiegano le reti…. O sono pazzi o sono davvero bravi, un onda presa male e le loro bagnarole diventerebbero sommergibili.

13/5

Decidiamo di lasciare Meganissi e di prendere il traghetto di mezzodì, ma la strada sterrata ad una certa è bloccata!! Hanno scaricato una montagna di ghiaia! Così a piedi continuo fino al bar ristorante e chiedo al titolare come mai la strada che fino a ieri era libera oggi è bloccata, lui sorridendo mi spiega tranquillamente che ha fatto scaricare li la ghiaia per il suo parcheggio, ancora non aveva capito che io ero con Gypsy dall’altro lato…. Una volta compresa la cazzata compiuta ci offre un buon caffè greco nel suo bellissimo lido affacciato sulla baietta e chiama un mezzo movimento terra per liberare la strada. Il traghetto di mezzogiorno andrà via senza di noi. L’acqua è strepitosa, da non uscirci più, infatti arriviamo a Vathy quasi in ritardo e così scopriamo che il traghetto pomeridiano non ferma a Vathy ma al porticciolo successivo… Meganissi non vuole lasciarci andar via.




14/5

Rientrati a Nydry ci decidiamo a lavorare un po', quindi andiamo a far visita alla guardia costiera ed allo yacht club per attingere informazioni e capire come trasferire la mia attività in territorio ellenico, che a burocrazia non ha niente da invidiare a noi tricolorati, la giornta va via così.

15/5

Al mattino di fronte la nostra postazione vediamo ormeggiato uno splendido catamarano polinesiano di circa 20 metri, mi ricorda qualcosa che avevo letto ma non riuscivo a ricordare cosa.. quindi opto per un buon caffè anti ragnatele celebrali. Punto la macchina fotografica e vedo una polinesiana, un ragazzo, un vecchietto con un bel cappello australiano ed una bionda in topless, il nome della barca non è leggibile ma il colore grigio rosso e l’inconfondibile linea dei cat Wharram mi ricordano di un cat famoso di cui avevo letto tempo fa, autocostruito dallo stesso progettista che aveva fatto il giro del mondo e che poi aveva continuato fino in Grecia, ma ora quel cat riposava in un cantiere da anni e probabilmente questo era un emulatore di quel fantastico giramondo, gli inglesi ne fanno di ste cose… addirittura un giramondo italiano scrisse di aver trovato in una remota isoletta polinesiana disabitata dei lord inglesi su un veliero in acciaio che reclamavano quel territorio in nome della loro regina…. Nati un po' troppo tardi direi…

Cmq.. dal catamarano vedo staccarsi il tender ed una volta toccato il molo un vecchietto gracilissimo lancia a terra un bastone da trekking in carbonio che da solo sarà costato quanto il tender stesso ed avanzando a 4 zampe, irato con la tipa in topless ed in un inglese da un indefinibile accento spara un “spero che ci sia buon cibo qui per avermi costretto a fare questo” Era chiaramente contrariato di esser sceso dalla sua barca, io non trattengo un sorriso, lui se ne accorge mi guarda truce ma io lo anticipo e nella sua lingua gli rispondo che certamente lo troverà un posto dove mangiar bene, lui mi sorride di rimando e si viene a sedere sulla panchina da noi colonizzata, la tipa in topless invece fa un apprezzamento ai miei cani ed io la ringrazio, così le chiedo se il suo catamarano non fosse un progetto della Wharram design. Lei neanche mi fa finire di parlare e sorridendo dice “Yes it is” poi guardando il vecchietto continua.. “ e lui è il progettista, Ser James Wharram… “
 
Il resto è tutto nebbia e ricordi offuscati, per un velista patito di catamarani essere invitato a bordo della Spirit of Gaia è un onore ed un piacere difficile da esprimere, non mi dilungo nel descrivere le emozioni che ho provato mentre uno dei più grandi velisti di sempre e sua figlia mi facevano gli onori della loro splendida barca da lui progettata e costruita, vi invito a leggere “two girls and two catamarans” per capire cosa questo signore ha rappresentato e rappresenta nel mondo velico.

Con gli occhi lucidi torno sulla terraferma e tutto mi sembra più bello, sopratutto Alina che stasera è davvero più splendida del solito.

15/5

Facciamo un giro a Poros, pranziamo li, bel paesino, un’altra bella base nautica ed altri bei panorami per arrivarci, l’interno di questi posti è davvero molto diverso dalla costa più turistica, i pastori sembrano indifferenti a tutto. Torniamo a farci una birra allo Yacht Club, e passiamo la serata li, fra velisti giramondo e le loro avventure, io ho ben poco da raccontare a parte una regata ai Caraibi e qualche giretto Mediterraneo ma la compagnia è piacevole.

16/6

Fortunatamente la giornata inizia nuvolosa, il caldo del Peloponneso sta pian piano salendo anche qui. Lasciamo Lefkada, lo yacht club, Spirit of Gaia e le belle sensazioni provate, incontro un amico di un mio collega che ha una bella flotta di velieri e chiedo anche a lui due dritte, molto simpatico e disponibile mi regala due bottiglie di vino e da buon ex militare mi fa capire alla perfezione cosa fare e non fare per fare ciò che io ho in mente di fare. :))
Continuiamo verso Igoumenitza ed una volta li constatiamo che c’è uno sciopero dei marittimi greci  che durerà minimo due giorni, così torniamo li dove avevamo iniziato il nostro viaggio, sulla lingua di sabbia a nord di Igoumenitza. Ci sono diversi camperisti piacevolmente costretti a rimanere qualche altro giorno a terra, una coppia di signore tedesche, due spagnoli con un ducato giallo, un altro spagnolo di Sevilla con un vecchio Mercedes, una coppia di Cechi (di nazionalità intendo) e noi, unici italiani, anzi io unico italiano. La sera una mandria di vacche e due agnellini percorrono placidamente la strada, sembra surreale.

17/5

Conosciamo meglio i nostri vicini: lo spagnolo con il vecchio 208 è un fanatico dell’inclinazione perfetta, sposta continuamente il suo camper e con una livella ne misura l'inclinazione, quelli con il camper Ceco in realtà sono Slovacchi…. E fanno motocross, i tipi spagnoli in ducato giallo sono lui di Valencia e lei Andaluca, lavorano 3 mesi l’anno in Svizzera e poi vivono nel camper il resto dell’anno con il loro cagnolone, due tedeschi con uno splendido Defender spartanissimamente camperizzato appena di ritorno dall’Oman hanno viaggiato anche in Iran. Si aggiunge una coppia di francesi che se ne stanno per i fatti loro, però non sono muti, l’ho scoperto dopo, quando è arrivato un altro camper francese. Bell’ambiente.

18/5

Oggi il meteo è un po' instabile, così ne approfittiamo per fare spesa e mangiarci un ottimo gyropita, che poi diventano due perché era davvero buono, torniamo al nostro posto e passiamo il resto della giornata a leggere e girovagare qua e la. Ho finito le pastiglie dei freni!! così risparmio a Gypsy ulteriori salite e discese e rimaniamo a rilassarci insieme alla comune di varie nazionalità che si è creata.

19/5

Sole sole sole, bagni bagni bagni, niente di nuovo, a parte che lo sciopero va ad oltranza e non finirà fin quando il governo non accetterà le condizioni dei marittimi

20/5

Tanto vento, ed anche tanta gente!(E' domenica). Capiamo che il governo ha accettato le condizioni dei marittimi dal rumore dei traghetti che fanno la spola da Corfù. Andiamo a fare il biglietto e nel parcheggio notiamo un paio di bei camper fuori strada. Ma quanto consumeranno??? Gypsy forever, lui sulla sabbia ci galleggia! Torniamo in spiaggia ma ci mettiamo molto più lontano per star tranquilli, leggiamo ed aspettiamo la sera. Ultimo mega piatto di gyro pita ed imbarco. Arriviamo con un tempo grigio, ci fermiamo a far colazione nel nostro bar pasticceria favorito sul lungomare di Bari ed incontriamo mio padre che è venuto a fare incetta di pasticcini per pranzo, mi ero dimenticato di avvisare i miei che rientravo!! Scatta lo scherzo a mia madre….


 
« Ultima modifica: Marzo 18, 2018, 11:21:07 am da pulp »
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Offline belvero

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Re:GREECE OUT SEASON 1/4
« Risposta #1 il: Novembre 17, 2017, 05:52:37 pm »
uau! che belle le meteore tutte verdi
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Re:GREECE OUT SEASON 1/4
« Risposta #2 il: Novembre 17, 2017, 08:22:35 pm »
uau! che belle le meteore tutte verdi

si sono fantastiche, vorrei vederle incappucciate di neve  ::)
« Ultima modifica: Novembre 18, 2017, 12:05:26 pm da pulp »
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Offline Mopenti

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Re:GREECE OUT SEASON 1/4
« Risposta #3 il: Novembre 18, 2017, 06:03:05 am »
Bellissimo giro!  E bellussimo reportage !a maggio 2015 con il T3 abbiamo fatto un giretto simile Ioaninna /Meteora.  Tutto quello che scrivi dopo non fa che farmi aumentare la voglia di tornarci!  Grazie per la condivisione! !

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Re:GREECE OUT SEASON 1/4
« Risposta #4 il: Novembre 18, 2017, 09:52:33 am »
Ad Ourianopoli al confine con la repubblica monastica ho un conoscente che vive là, han preso casa. Ancora non gli abbiam fatto visita,speriamo presto! Vai col secondo capitolo!

Offline pulp

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Re:GREECE OUT SEASON 1/4
« Risposta #5 il: Novembre 18, 2017, 11:37:12 am »
 ;D ;D grazie! oggi pubblico il secondo :D
« Ultima modifica: Novembre 18, 2017, 12:06:45 pm da pulp »
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Offline pulp

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Re:"GREECE OUT SEASON" 1 MESE IN LIBERA
« Risposta #6 il: Novembre 20, 2017, 11:16:34 am »
Buongiorno alzatetti alzatette tetti&tette dure, ho deciso di raccogliere il post in un unico post avendone finito la scrittura durante il weekend
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Offline belvero

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Re:"GREECE OUT SEASON" 1 MESE IN LIBERA
« Risposta #7 il: Novembre 20, 2017, 02:38:28 pm »
Complimenti, gran reportage, bel giro! Bella la storia dell'incontro col Sir.
Poi che fai? Apri ditta in Grecia?
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Offline pulp

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Re:"GREECE OUT SEASON" 1 MESE IN LIBERA
« Risposta #8 il: Novembre 20, 2017, 06:37:37 pm »
Graziee  ;D ;D

Questa è l'idea, sto cercando di capire qual'è la via più semplice ed economica, perchè aprirne una di charter è costoso, ma per quello che faccio io non mi servirebbe, mi basterebbe qualcosa tipo tour giornalieri
« Ultima modifica: Novembre 21, 2017, 11:35:37 am da pulp »
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Offline orange van

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Re:"GREECE OUT SEASON" 1 MESE IN LIBERA
« Risposta #9 il: Novembre 20, 2017, 10:23:04 pm »
Bello bello bello
Bei ricordi e voglia di tornarci.. ho fatto quasi lo stesso giro 11 anni fa,in camper 3 settimane. ultima estate senza figli.

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Quasi California. ..

Offline pulp

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Re:"GREECE OUT SEASON" 1 MESE IN LIBERA
« Risposta #10 il: Novembre 21, 2017, 11:36:15 am »
grazie grazie grazie  ;D ;D ;D
« Ultima modifica: Novembre 21, 2017, 11:38:36 am da pulp »
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Offline Roccosaraleone

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Re:"GREECE OUT SEASON" 1 MESE IN LIBERA
« Risposta #11 il: Novembre 21, 2017, 12:11:00 pm »
Bel giro, grande! Pure io ho un progettino su una barca a vela. Sono ancora un po' lontano però...Per ora sto studiando per la patente oltre le 12 mg.
Ciao

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Offline pulp

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Re:"GREECE OUT SEASON" 1 MESE IN LIBERA
« Risposta #12 il: Novembre 21, 2017, 07:04:26 pm »
grazie ;D ;D che barca hai in mente?
« Ultima modifica: Novembre 21, 2017, 07:06:15 pm da pulp »
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Offline Marchinovis

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Re:"GREECE OUT SEASON" 1 MESE IN LIBERA
« Risposta #13 il: Novembre 21, 2017, 09:21:45 pm »
Bello Pulp 👏 , complimenti👌 , se trovo il narcotizzante giusto per la moglie mi piacerebbe fare un giro simile con Rino (il camperino).  ;)
Rino il camperino ; equipe Marco Francesca Lorenzo e Luca
Solo chi non immagina l'inimmaginabile non lo otterra' mai!

Offline pulp

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Re:"GREECE OUT SEASON" 1 MESE IN LIBERA
« Risposta #14 il: Novembre 22, 2017, 01:04:40 am »
 ;D ;D ;D ;D sui narcotizzanti non hai che da chiedere
« Ultima modifica: Novembre 22, 2017, 01:09:58 am da pulp »
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